Il 2026 si profila come anno decisivo per l'economia dello sport italiano, con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina che catalizzano risorse da molteplici canali. I fondi pubblici, gestiti da enti come Sport e Salute, rappresentano il pilastro tradizionale: aumenti significativi sono previsti, con 30 milioni di euro extra per il 2026 e 40 milioni annui dal 2027 per organismi sportivi nazionali, più 19 milioni dalla Regione per politiche sportive, eventi dilettantistici e impianti.

Le sponsorizzazioni commerciali emergono come arena cruciale, ma il divieto sul betting dal Decreto Dignità crea un divario con leghe europee come la Premier, penalizzando la competitività dei club di Serie A. I proventi dai giochi di Stato, inclusi lotterie e scommesse, forniscono flussi stabili indiretti, integrando il sistema con entrate para-pubbliche.

Totale risorse per organismi sportivi supera i 344 milioni, con enfasi su crescita tesserati, efficientamento e sport femminile. Questo ecosistema misto – pubblico ciclico, privato concentrato e indiretto regolamentato – sfida il movimento verso una sostenibilità duratura, in vista di grandi eventi e PIL sportivo all'1,5%.