Il calcio femminile italiano ha radici pionieristiche negli anni '30, con il primo club organizzato a Milano nel 1933, il Gruppo Femminile Calcistico, che sfidò pregiudizi e ostacoli iniziali.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il movimento rinacque nel 1946 a Trieste con le squadre Triestina e San Giusto, seguite da iniziative a Napoli grazie alla baronessa Angela Altini, che promosse l'Associazione Italiana Calcio Femminile.
Negli anni '60, Milano vide la nascita di nuove formazioni grazie a Valeria Rocchi, supportata dal presidente dell'Inter Angelo Moratti, aprendo la strada alla Federazione Italiana Calcio Femminile nel 1968 a Viareggio. Quell'anno si disputò il primo campionato nazionale, conquistato dal Genova dopo una finale contro la Roma.
Gli anni '70 e '80 furono segnati da divisioni e fusioni federali, con successi di club come Roma, Milan e Lazio. La svolta epocale arrivò nel 1986, quando il calcio femminile entrò ufficialmente nella FIGC, dando vita alla Serie A strutturata.
Negli anni successivi, si svilupparono categorie inferiori come Serie B e C, tornei giovanili e la Supercoppa. Solo nel 2022 la Serie A ha ottenuto il riconoscimento professionistico, segnando l'evoluzione verso un movimento moderno e competitivo.